In questo approfondimento sui fondamenti della progettazione e dell'ingegneria dei diffusori, ci concentriamo sul woofer. Ti spieghiamo gli aspetti essenziali di cos'è un woofer, quale ruolo svolge nella riproduzione di grande musica e in cosa differisce dal suo fratello maggiore, il subwoofer.
Cos'è un woofer
Dallo sviluppo dei primi diffusori multidriver, le frequenze sono state suddivise, nei semplici progetti a due vie, tra un trasduttore per le alte frequenze (il tweeter) e le frequenze medie/basse (il woofer).
Nei progetti più complessi, è possibile aggiungere alla configurazione un driver per le frequenze medie, lasciando al woofer il compito di riprodurre le frequenze basse, nella gamma di circa 40–500 Hz. Ma anche in questa configurazione, il woofer deve coprire una gamma di frequenze piuttosto ampia per 'raggiungere' e integrarsi con il driver per le frequenze medie.
Naturalmente, nei diffusori a due vie il woofer dovrà estendersi ancora di più verso le frequenze alte per 'incontrare' il tweeter, pur continuando a raggiungere i limiti inferiori della risposta in frequenza del diffusore. È qui che entra in gioco un subwoofer...
Posizionamento del woofer
In un tipico progetto di diffusore, il woofer è collocato nella sezione inferiore del pannello frontale. Questa posizione non è casuale: è una scelta deliberata che favorisce sia le prestazioni acustiche sia l'architettura del cabinet.
Distribuzione dei bassi: Le onde sonore a bassa frequenza sono naturalmente meno direzionali rispetto a quelle ad alta frequenza. Ecco perché il woofer viene solitamente posizionato più in basso nel cabinet del diffusore, mentre il tweeter si trova nella parte superiore, il più vicino possibile all'altezza delle orecchie, per la massima precisione, dettaglio e coesione spaziale.
Sinergia con il cabinet: La parte inferiore del cabinet offre spesso più spazio e stabilità per alloggiare il woofer più grande. I progettisti possono sfruttare il volume interno aggiuntivo per far interagire più efficacemente il woofer con l'accordo del cabinet, ottimizzando il flusso d'aria, il controllo delle risonanze e la gestione della pressione.
Cos'è un subwoofer
Un subwoofer non sottrae alcuna funzione al woofer dei tuoi diffusori, ma è specializzato nei bassi profondi, da circa 100–120 Hz in giù. Aggiungere un subwoofer al tuo impianto alleggerisce il lavoro dei diffusori principali nella riproduzione di bassi davvero profondi, quelli che puoi percepire oltre che ascoltare. Spesso significa anche poter utilizzare l'impianto a un volume più basso senza perdere la sensazione di peso e sostanza.
I subwoofer offrono diversi vantaggi rispetto ai woofer integrati nei diffusori principali:
La maggior parte dei subwoofer offre un ingresso a livello linea, che consente il collegamento a qualsiasi amplificatore o preamplificatore con un'uscita subwoofer dedicata, sia essa stereo o con segnale mono sommato, oppure tramite una coppia di prese pre-out. Alcuni subwoofer offrono l'opzione di un ingresso 'ad alto livello' (o a livello diffusore), che consente di collegarli in parallelo ai diffusori principali dell'impianto.
I driver per bassi dedicati dei subwoofer sono in genere più grandi di quelli presenti anche nei diffusori stereo più grandi. Questo li rende ideali per spostare le grandi quantità d'aria necessarie a produrre le lunghe lunghezze d'onda delle frequenze molto basse.
La maggior parte dei subwoofer moderni è di tipo attivo, vale a dire che dispone di amplificazione ad alta potenza integrata e di un filtro passa-basso sull'ingresso. Ciò assicura che attraverso l'amplificazione e verso il/i driver vengano inviate solo le frequenze basse che sono progettati per gestire. Il filtro può essere regolato per adattare l'attenuazione delle frequenze superiori del subwoofer al limite inferiore della risposta in frequenza dei diffusori principali.
Cos'è il mono sommato?
Il mono sommato è il processo che preleva i canali sinistro e destro di un segnale stereo, li somma matematicamente in un unico segnale mono e invia poi quel segnale identico a tutte le uscite. A differenza del mono 'solo sinistro' o 'solo destro', non viene scartato nulla: entrambi i canali vengono combinati in uno solo.
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Lo sapevi che...
Il primo subwoofer commerciale apparve negli anni Sessanta nelle sale cinematografiche, per riprodurre gli effetti dei terremoti in film come Earthquake.
Confronto tra woofer e subwoofer
Ecco un breve riepilogo di quanto abbiamo trattato...
Risposta in frequenza tipica
Woofer: ~40–500 Hz (la frequenza superiore può estendersi più in alto con driver per medi/bassi in un progetto a 2 vie)
Subwoofer: 20–100 Hz
Dimensioni tipiche
Woofer: da 4” / 10 cm a 8” / 20 cm
Subwoofer: fino a 20” / 50 cm
Progetto
Woofer: Parte di una configurazione multidriver nel diffusore principale
Subwoofer: Progetto indipendente, solitamente con amplificazione attiva
Conclusione: scegliere il diffusore per bassi giusto per il tuo impianto
È possibile che il/i woofer dei diffusori principali del tuo impianto siano più che adeguati alle tue esigenze, offrendo basse frequenze ben integrate con il resto della gamma di frequenze. Tuttavia, esistono diverse situazioni in cui un subwoofer può contribuire in modo utile alle prestazioni complessive del tuo impianto. Eccone alcune:
I diffusori compatti o i sistemi da scaffale spesso attenuano la risposta al di sotto di 60–80 Hz. Un subwoofer colma le basse frequenze mancanti, ripristinando una fedeltà a gamma completa.
Le configurazioni home theatre si affidano ai subwoofer per i canali LFE (Low Frequency Effects), essenziali per un impatto cinematografico.
Le stanze grandi possono assorbire l'energia dei bassi; un subwoofer aggiunge le basse frequenze mancanti.
I generi musicali con bassi profondi, come EDM, hip-hop e opere orchestrali, beneficiano di una riproduzione estesa delle basse frequenze.
Nelle stanze più piccole, dove può essere difficile collocare diffusori più grandi, la combinazione di diffusori compatti da stand/da scaffale con un subwoofer 'nascosto' può risultare anche più gradevole dal punto di vista estetico.
Quindi, sia che tu voglia ottimizzare le sfumature musicali o l'impatto cinematografico, comprendere come woofer e subwoofer si completano a vicenda garantisce al tuo sistema le prestazioni alle basse frequenze richieste dal tuo impianto.
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